Biennio 2026-2028

Perché cerchiamo? Forme, fini e significati della ricerca

Anno Accademico 2026-2027

      

Perché ricerchiamo? I motivi della ricerca

Alessandro Giuliani, già Istituto Superiore di Sanità

7 novembre 2026

 

Padre Enrico Cantore amava citare un pensiero di Werner Heisenberg  che la scienza come ‘Klein Werk’ (piccolo lavoro) sottolineando l’essenza artigiana del vero lavoro scientifico fatto di aggiustamenti, di soluzioni estemporanee, buon senso, e conoscenza tacita (il mestiere insomma). E’ un atteggiamento profondamente umano, agli antipodi del lavoro standardizzato industriale in cui una ‘forza lavoro’ scientifica si trova a eseguire compiti standardizzati senza avere contezza del senso del proprio agire. Questo modo di vedere attraversa tutta la storia della scienza a partire dal pascaliano ‘esprit de finesse’ necessario complemento dell’altrimenti sterile rigore dell’ ‘esprit de geometrie’ fino ai recenti lavori in cui si dimostra che sono i piccoli gruppi che generano le idee veramente nuove, laddove i grandi e costosi progetti fanno solo ‘scienza incrementale’ (Wu, L., et al. ‘Large teams develop and small teams disrupt science and technology’. Nature 566, 378–382 (2019)).

L’attuale ‘bolla’ dell’Intelligenza Artificiale che fantastica di sistemi automatici per ‘produrre scienza’ (Fieldhouse, R. "Robots run this laboratory in Japan—and are changing how scientists work." Nature 654.8117 (2026): 14-15) non è altro che un tentativo di tagliare alle radici il contenuto umanistico della scienza che aggiorna la fabbrica Tayloristica all’era informatica.  

  


Metodologia della ricerca

Gabriele Oliva, Università Campus Bio-Medico di Roma

12 dicembre 2026

 

Il seminario propone una riflessione pratico-interdisciplinare sul "fare ricerca", a partire dall'esperienza maturata nel campo della sicurezza e della resilienza delle infrastrutture critiche. Attraverso esempi tratti da progetti nazionali ed europei, verranno affrontati temi quali la formulazione di una buona domanda di ricerca, la scelta dei metodi, la gestione dell'incertezza e la trasformazione di un'idea in un progetto competitivo e finanziabile. Accanto agli aspetti metodologici, saranno presentati gli strumenti operativi della progettazione della ricerca, dalla definizione degli obiettivi e delle attività alla valutazione di rischi, risultati attesi e risorse necessarie, offrendo ai partecipanti una griglia di lavoro applicabile a diversi ambiti disciplinari. 

  


Ricerca di appartenenza

Stefania Palmisano, Università di Torino

6 febbraio 2027

Per la comunità sociologica l’appartenenza è intesa come un processo dinamico e psico-sociale attraverso cui un individuo si identifica con un gruppo o una collettività. Se da un lato l’appartenenza contribuisce a definire i confini e la struttura di un dato sistema sociale (sia esso gruppoassociazionemovimento o Stato), dall’altro concorre a collocare il soggetto in una specifica posizione sociale, secondo precise caratteristiche di status e di ruolo. In sintesi, essa definisce i confini tra l’«in-group» (noi) e l’«out-group» (loro), ponendo le basi per la costruzione dell’identità individuale e collettiva. In questo seminario porremo l’attenzione sulla partecipazione religiosa come indicatore del senso di appartenenza di un attore sociale o di un gruppo a una tradizione o a una comunità religiosa. Prendendo in considerazione casi studio che spaziano da monasteri a chiese, da nuove movimenti religiosi (con caratteristiche spesso settarie) a spiritualità alternative (dal new age al neopaganesimo), ragioneremo su come è cambiata la stessa concezione di appartenenza nella società contemporanea, mettendo in evidenza i meccanismi sociologici di quelli che nel dibattito in materia sono noti come spostamento di baricentro dall’autorità dell’istituzione a quella del soggetto.

  


Ricerca di giustizia

Fabio Macioce, Università LUMSA, Roma

13 marzo 2027

  
Non siamo d’accordo su cosa sia la giustizia, ma non possiamo fare a meno di desiderarla. Questo desiderio è forte quando va a nostro vantaggio (reclamiamo qualcosa perché lo riteniamo giusto), o quando percepiamo di aver subito un torto (e dunque vogliamo che sia fatta giustizia). Ma vale anche quando ci indigniamo di fronte all’ingiustizia che osserviamo nel mondo: ci attiviamo, ci spendiamo per porvi rimedio in qualche modo, chiediamo a chi governa di farlo secondo giustizia. Tutto questo, nonostante non siamo d’accordo su cosa sia la giustizia, né quale sia il modo di realizzarla. Eppure, ben prima di impegnarci per capire cosa sia la giustizia, dobbiamo chiederci: in che direzione dobbiamo cercare? Da quale posizione partiamo, quando ci mettiamo in cammino per cercare la giustizia? Da quale prospettiva guardiamo il mondo, e la giustizia o l’ingiustizia delle cose? Come sempre, quello che conta è il primo passo. Cominciamo dalle basi, perciò: chiediamoci qual è il punto da cui partiamo, in questa ricerca della giustizia. Potremmo sorprenderci.